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Massimo Giacinti per Fotoart

Dall’articolo dell’Appennino camerte del 18 dicembre 2004 di Riccardo Guglielmin, fotografo e critico fotografico.

I fotografi della Marca: Massimo Giacinti

“Da bambino osserva con curiosità i lavori fotografici e in camera oscura che sono svolti dallo zio Giorgio e dal papà Alessandro. Un interesse che non sfocia subito in un vero e proprio coinvolgimento; solo qualche anno più tardi……..Massimo a diciassette anni, dopo aver raccolto due anni di piccoli risparmi, acquista di seconda mano la mitica Condor II, una fotocamera totalmente manuale che lo inizia, lentamente e per gradi, nel mondo della fotografia.

La vita è l’arte degli incontri, la storia di Giacinti ne è la conferma. A San Benedetto del Tronto entra in contatto con Carlo Baffoni, grande fotografo che segue appassionatamente.

Passa agli inizi degli anni settanta alla Nikon, prima con la Nikkormat Ftn, poi con la Nikon F. Incomincia ad usare le diapositive; si trova a suo agio con le tonalità calde e morbide dell’Agfa 50 che utilizza tra i primi nelle Marche.

L’incontro del 1976 con il Movimento ecclesiale di Comunione e Liberazione influenza decisamente tutto il mondo di Massimo. L’aspetto tecnico cade in secondo piano e ha un primo approccio con la ricerca dell’essenza, dell’anima delle cose e delle situazioni.

La “luce ambiente” diventa gradualmente la sua materia, si allontana dalla luce artificiale e rifiuta il flash. All’inizio degli anni Ottanta sceglie le prestigiose Leica per registrare le sue emozioni e per continuare i suoi lavori di reportage. Nascono i servizi sulle comunità di Don Gelmini, cresce l’interesse verso l’arte ed il bello.”

Da questo momento l’attività fotografica ha un continuo ed inarrestabile crescendo. Diventa uno dei responsabili fotografici del Pellegrinaggio Macerata-Loreto. I suoi lavori in notturna, a colori e senza ricorrere al flash, sono una delicata e rispettosa lettura dei mondi interiori dei pellegrini. Immagini vive e spontanee di una umanità in cammino alla ricerca di se stessi e della fede. Comincia, nel 1997, a collaborare con il settore dei beni culturali per effettuare lavori di inventario. Massimo Giacinti è un professionista attento al bello dell’arte ed al vero della vita. E’ un fotografo che utilizza la fotocamera come un semplice strumento, la sua attenzione e sensibilità sono sempre rivolte alla ricerca dei contenuti e dei valori.”

Massimo Giacinti nasce a Pedaso (Ascoli Piceno) il 31 ottobre 1947 e vive a San Benedetto del Tronto.

Si diploma in Ragioneria, viene assunto in banca ed è tra i fondatori del Fotocineclub sambenedettese nel 1968.

Vincitore negli anni 80 di diversi concorsi nazionali di fotografia, rinuncia ad ulteriori gare in personale silenziosa polemica con un mondo fotografico che partecipa in funzione della vincita e non della possibilità di espressione dei propri sentimenti e giudizi.

Collabora alla realizzazione di importanti studi sull’architettura del Quattrocento e Cinquecento nella provincia di Ascoli Piceno nonché a pubblicazioni di contenuto storico artistico ed ai manifesti, libri e pubblicazioni fotografiche sul Pellegrinaggio Macerata-Loreto.

A questo proposito si cita la presentazione di Luigi Accattoli, editorialista del Corriere della Sera, del libro fotografico sulla partecipazione di Giovanni Paolo II al Pellegrinaggio 1993 ove il noto giornalista sottolinea la parte in notturna curata da Massimo Giacinti come la più significativa e tecnicamente importante della pubblicazione.

Affrontati negli anni 90 con gran dolore e difficoltà importanti problemi personali, ora lavora principalmente per Fotoart Abruzzo nel settore dei Beni culturali collaborando ai diversi progetti di catalogazione.

Nel 2004, ogni settimana, l’Appennino camerte ha pubblicato in prima pagina un’ampia selezione delle sue fotografie.

Ha curato le immagini di numerosi cataloghi di mostre nonché la realizzazione di importanti cortometraggi televisivi di carattere artistico e culturale.

Ora usa anche il digitale, non perché sia migliore ma sicuramente più versatile.

In fondo la fotografia nasce e vive per riprodurre un soggetto; sono necessari cuore e capacità di osservare; la tecnica non è al primo posto, è solo un mezzo.

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